I meme che hanno invaso l’Internet italiano nel 2017

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Se qualche tempo fa a farla da padrone tra i meme italiani erano—per fare i primi esempi che mi vengono in mente—Andreotti colto da un malore in diretta tv o i marò, nel 2017 la situazione si è fatta molto più fluida e variegata. Naturalmente, catalogare i meme in senso qualitativo è un incubo; e ogni lista è per forza di cose incompleta.

Nonostante ciò, e con l’aiuto degli admin della pagine Merdapostaggio e Sistema di Vigilanza T (a cui si deve il meme di Finzy, il cartone animato della Guardia di Finanza), abbiamo deciso di raccogliere alcuni meme italiani tra quelli che hanno girato di più nel corso degli ultimi dodici mesi.

ALDO, GIOVANNI E GIACOMO

“Il nostro periodo d’oro è stato tra il 1995 e il 2000 […]. Poi sono arrivati gli anni d’argento, poi quelli di bronzo, ora siamo agli anni di legno, e pure il legno sta marcendo,” avevano dichiarato Aldo Giovanni e Giacomo nel 2016.

Su Internet, però, questa parabola discendente è stata inversamente proporzionale alla loro memificazione. E così, per mesi e mesi (e mesi) Facebook è stato invaso da meme basati su Tre uomini e una gamba o Tel chi el telun, da frasi prese dai loro sketch televisivi e dai volti dei comici messi nei contesti più disparati.

GERRY SCOTTI CHE CADE

A proposito di personaggi televisivi degli anni Novanta—o che erano all’apice negli anni Novanta: nel 1999 Gerry Scotti frana rovinosamente sul tavolo di Strisca la Notizia, e anni dopo il tutto si manifesta su Internet. La clip girava già da una decina d’anni, ma è diventata realmente virale all’inizio del 2017—ossia quando è stata combinata con il meme “Persone che cadono in modo buffo con in sottofondo ‘Shooting Star’ dei Bag Raiders.”

GIOVANNI RANA

Anche in questo caso, ci troviamo di fronte a un volto televisivo tra i più rassicuranti e bonari che si possano immaginare: quello di Giovanni Rana. La figura mediatica dell’imprenditore alimentare ha subito varie evoluzioni—a partire dai celeberrimi spot, passando per le battute di Maurizio Milani e arrivando ai mashup su YouTube.

Era pressoché inevitabile, dunque, che Rana diventasse un meme vero e proprio. Negli Stati Uniti c’è chi lo scambia ironicamente per Bernie Sanders o il comico Larry David, mentre in Italia gli si dedicano album di shitposting come quello della pagina Irreverent Italian Memes.

I “MODI DI DIRE”

In queste vacanze di Natale è stato il turno della frase “anche a te e famiglia,” che ironizza sul modo convenzionale e sostanzialmente ipocrita con cui si fanno gli auguri sotto le feste.

Ma il meme fa parte di una lunga serie che rientra nel formato, chiamiamolo così, dei “modi di dire.” Nel 2017, ad esempio, sono andate molto forte frasi come “noi ridiamo e scherziamo” (per cogliere la sua portata, basta dire che è stata utilizzata persino da ambienti ultracattolici), “solo lo 0.X percento capirà,” “grazie per aver reso … tu no,“ “Sono un X semplice,” e così via.

L’ANGOLO ROTTURE DELLA LIDL

Alla fine del febbraio 2017, le nostre bacheche Facebook—che lo volessimo o meno—si sono riempite con il famigerato video delle donne rom rinchiuse da due dipendenti nell’angolo rotture della Lidl di Follonica. Da lì a poco, il passo da video virale a meme straordinariamente cinico è stato brevissimo. A cavalcare l’ondata, come ormai noto, sono state in primo luogo le pagine bomberiste che hanno infilato l’episodio in macro, mashup, e immagini varie.

Alla fine, ad ammazzare il meme—o a sancirne la fine ingloriosa, anche se le premesse non erano di certo esaltanti—ci ha pensato la politica: Matteo Salvini, oltre a rilanciare il video, ha offerto assistenza legale ai due dipendenti; il sindaco di Cascina, Susanna Ceccari della Lega Nord, ha invece riso molto per un travestimento di Carnevale che ha ri-materializzato il meme nella realtà.

LA TESTATA DI ROBERTO SPADA

Da sempre l’attualità è un serbatoio inesauribile per i meme. E lo è in particolar modo quell’attualità che cattura l’attenzione mediatica. La testata di Roberto Spada al giornalista Daniele Piervincenzi di Nemo fa sicuramente parte di questa categoria.

Nell’arco di qualche ora, quel gesto così brutale e inaudito è diventato materiale da meme, declinato in vari modi e stratificato sotto i più svariati livelli di ironia—da Ferdinand de Saussure al calcio, per intenderci.

SALVINI CHE DORME

Cosa succede quando Matteo Salvini, in uno dei suoi soliti stunt propagandistici, pubblica sulla propria pagina Facebook una foto che lo ritrae sdraiato su una branda del Cara di Mineo? Semplice: succede che Matteo Salvini diventa Bello Figo; un personaggio di Frankestein Jr; la bella addormentata nel bosco; Yoko Ono; una reclame di Permaflex; eccetera, eccetera.

LA SAGA DIBBA-MEB

Nel corso di questa strana e travagliata legislatura, Alessandro Di Battista e Maria Elena Boschi sono stati dalla parte opposta della barricata. In un universo alternativo—creato dalla pagina Logo Comune—le cose cambiano e il rapporto si fa molto più profondo, fatto di sguardi onirici, conversazioni intime su Whatsapp e quant’altro. Il tutto si tiene perfettamente insieme con la trasfigurazione dell’esponente del PD in una sorta di meme vivente—una specie di Putin dei meme di sinistra, come abbiamo scritto tempo fa.

BERLUSCONI

Flashback al 2015: è in corso una rivalutazione “ironica” di Berlusconi come capo dello stile di vita “thug,” con tanto di video che ne esaltano la gesta da “nonno semi-rimbambito che fa battutacce ma in fondo è innocuo, dai.”

Flash-forward al 2017: quella rivalutazione si è compiuta del tutto e ora Silvio è ovunque, su tutti i device, in tutte le forme e modalità immaginabili. Agnellini allattati, noci di prosciutto al pepe, McDonald’s, risposte lette alla radio—qualsiasi cosa faccia Berlusconi è destinata a diventare virale su Internet.

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Lui stesso (o meglio: il suo staff) ha capito una cosa basilare: non è solo la rinnovata anima del centrodestra, pronto a tornare in campo a 81 anni con serie chance di portare alla vittoria la sua coalizione; è anche il meme italiano per eccellenza, quello che—per un motivo o per l’altro—fa ridere anche quando credevi di essertene liberato per sempre.